CNAM

Giovanni Albini, candidato al Collegio XVII del CNAM

Il 27, 28 e 29 ottobre si voterà per la ricostituzione del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale (CNAM), un organo di fondamentale importanza per il nostro settore che concorrerà all’attività di programmazione, di indirizzo e di coordinamento dell’AFAM. Previsto dalla legge 21 dicembre 1999, n. 508, il CNAM esprime pareri e formula proposte in merito ai regolamenti didattici, al reclutamento del personale e alla programmazione dell’offerta formativa, contribuendo alla disciplina dei requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica delle istituzioni e dei docenti e di idoneità delle sedi; delle modalità di convenzionamento, accorpamento e fusione; delle procedure di reclutamento del personale; dei criteri per l’adozione degli statuti di autonomia; delle procedure, dei tempi e delle modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta didattica nel settore e per l’istituzione e l’attivazione dei corsi, nonché per gli ordinamenti didattici e per la programmazione degli accessi. Insediatosi nel febbraio 2007 e decaduto nel febbraio 2013, il CNAM non ha potuto per quasi nove anni adempiere ai compiti nel suo fondamentale ruolo di indirizzo e controllo del sistema dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Saranno ventisette i componenti dell’organo, formato da due rappresentanti nominati dal ministro del MUR, diciannove rappresentanti dei docenti, cinque rappresentanti degli studenti e un rappresentante del personale amministrativo e tecnico. L’elettorato attivo e passivo è raccolto in venticinque collegi suddivisi per discipline: io sono candidato nel Collegio XVII: 7 – Area delle discipline compositive, della direzione, della teoria, dell’analisi e delle nuove tecnologie.

È evidente il ruolo tecnico del CNAM così come l’opportunità che con esso abbiamo in qualità di docenti di partecipare alla definizione del sistema in cui esprimiamo la nostra attività. Ribadisco: come docenti, in un organo composto in massima parte da docenti. In questo senso intendo quindi presentare la mia candidatura, mettendo la mia esperienza e la mia sensibilità a servizio delle istituzioni, dei colleghi e degli studenti che abbiamo la fortuna di seguire nel loro percorso di formazione. Un servizio che, se me ne sarà data l’opportunità, cercherò di svolgere ascoltando, intercettando le istanze e affrontando le problematiche che emergeranno, con attenzione, senso critico e responsabile autonomia decisionale.

Nella varietà di tematiche che dovranno essere discusse all’interno del CNAM ho particolarmente a cuore: 1) il terzo livello, 2) la ricerca e 3) il reclutamento. Ritengo infatti che abbiano un ruolo centrale e strategico nella valorizzazione della specificità dell’AFAM e delle discipline rappresentate dal mio collegio.

1) TERZO LIVELLO
L’introduzione di dottorati nell’AFAM è l’ultimo fondamentale passo a completamento del processo di Bologna che ci consentirà di raccogliere studenti eccellenti anche nel più alto momento della loro formazione e di integrarli nelle attività dei nostri conservatori. Sarà importante definire un modello nazionale che tenga conto della specificità del nostro settore, che non escluda a priori nessuna disciplina o proposta e che poggi su un regolamento che permetta di valorizzare l’apporto che ogni istituzione può dare.
Ho esperienza diretta di attività di dottorato avendo conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Composizione presso l’Accademia di Musica e Teatro di Tallinn. Ho avuto occasione di approfondire le metodologie della ricerca artistica (disciplina che oggi insegno) e i vari modelli internazionali di terzo livello e sto seguendo gli sviluppi legislativi nell’AFAM nel mio ruolo di Delegato alla Ricerca Artistica presso il Conservatorio di Alessandria e di Coordinatore del Gruppo sulla Ricerca per l’Associazione Nazionale Docenti AFAM (ANDA).

2) RICERCA
La tematica del terzo livello è strettamente legata al tema della ricerca, che avrebbe dovuto accompagnarsi alle attività di didattica e di produzione ma per la quale sono mancate strutture e finanziamenti adeguati. Lo sviluppo dell’attività di ricerca nell’AFAM non può che avvenire tenendo conto della vastità di discipline, metodologie e conoscenze interdisciplinari che caratterizzano il nostro settore, che si intersecano con il mondo universitario ma che rivendicano al contempo un’identità unica che necessita di una corrispondente autonomia, che si esprime nella definizione di strutture, regolamenti e modalità di valutazione proprie. Dobbiamo essere noi dell’AFAM i protagonisti di questa definizione e attori autonomi nella valutazione e nella distribuzione delle risorse.
Ho condotto intensa attività di ricercatore, pubblicando numerosi contributi soprattutto nell’ambito della teoria musicale, concentrandomi su formalizzazioni algebriche e geometriche di elementi musicali, su teorie estetiche di impostazione matematica, sull’impiego di metodi quantitativi nell’arte – con specifica attenzione all’analisi musicale e alla composizione – e sulle nuove tecnologie per l’arte e la didattica. Avendo effettuato studi sia di conservatorio (diploma in composizione e in chitarra) che universitari (laurea in matematica) ho sempre condotto le mia attività nel solco di due paradigmi, cercando di conciliarli con l’obiettivo di produrre arte e conoscenza. L’elemento interdisciplinare mi ha condotto ad esiti che ho raccolto nel seminario di Metodi Quantitativi per l’Arte per lo IUSS di Pavia, istituzione universitaria ad ordinamento speciale assieme alla Scuola Normale, alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e alla SISSA di Trieste. Ciò mi ha consentito di conoscere da vicino il mondo universitario e di poter prendere coscienza del valore unico del settore AFAM.

3) RECLUTAMENTO
È essenziale che si definiscano nuove, stabili e condivise modalità di reclutamento
, mirate al riconoscimento delle capacità, delle esperienze e delle conoscenze di quelli che saranno i nostri futuri colleghi, e che si ponga definitivamente fine al protrarsi di una situazione confusa che in più di due decenni ha generato precariato, disagi e controversie. La questione si collega naturalmente alla necessità di una riflessione sull’oggettivo squilibrio tra lo stato giuridico ed economico tra i docenti universitari e quelli del nostro settore e ad una sua risoluzione che ancora tenga conto della specificità della docenza AFAM.

Il mio curriculum vitae è consultabile al seguente link: https://www.giovannialbini.it/cv/
Sarei felice di conoscerti, confrontarmi con te e ascoltare le tue idee. Questi i miei contatti: ✉ giovanni.albini@conservatoriovivaldi.it ☎ +39 349 238 0198

Ricordo infine che le votazioni avverranno in via telematica al seguente link: https://afam.miur.it/CNAM/
Per effettuare l’accesso sarà richiesta l’autenticazione tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), configurato al livello 2. Maggiori informazioni su come attivarlo si trovano in questa pagina: https://www.spid.gov.it/