meloDicts, il dettato musicale a portata di smartphone

meloDicts, banner

Una tipica giornata di lavoro. Insegnavo ancora all’Istituto Superiore di Studi Musicali di Modena. La classe decimata dall’influenza e l’unica studentessa presente che coglie l’occasione per esercitarsi in uno dei talloni d’achille più diffusi, il dettato musicale. E poi la domanda: «ma a casa come faccio ad esercitarmi senza di lei?» Ci sono i libri con i cd, per i dettati. Costosetti, ma ci sono. Ci sono delle applicazioni. Dei software. Qualche sito internet. Ma tutte le soluzioni hanno un difetto sostanziale: presentano una collezione di dettati finita. Qualche decina, al più qualche centinaio. E poi basta. Così mi sono chiesto: perché non programmare un’applicazione che di dettati ne generi un numero virtualmente infinito, ogni volta un dettato diverso, e poi li esegua come farei io? Composti come li comporrei io. Un’applicazione per smartphone, che gli studenti possano portare ovunque e con la quale possano esercitarsi non solo a casa o in conservatorio, ma anche in treno, in autobus o sdraiati in un parco.

meloDicts, screenshot

La domanda me la sono posta all’inizio di dicembre del 2014. Due settimane, qualche rompicapo da risolvere e alcune notti insonni per garantire all’applicazione un algoritmo capace di generare melodie tonali di otto battute di senso compiuto, in otto tonalità tra maggiori e minori, e nasce meloDicts. Pubblico il 31 dicembre l’app su Google Play per dispositivi Android, e dal 3 febbraio è disponibile anche sull’App Store per iPhone, iPad e iPod.

I miei ragazzi la stanno già utilizzando per esercitarsi. La studentessa che mi ha dato l’idea, felice per il risultato, mi ha premiato con un kg di squisiti tortellini fatti da lei, a mano. Accetto idee solo da bravi cuochi.

© Giovanni Albini 2015, riproduzione riservata.

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